martedì 15 marzo 2011

Arrivederci....o addio?

Scrivo questo ultimo articoletto, per chiudere il mio blog.
Sia chiaro che continuo a vedere padellate di film, e parlarne è sempre una delle attività che preferisco, ma parlare significa confrontarsi, discutere.
In questo blog, come nel precedente, ho notato la quasi totale assenza di commenti, se non esclusivamente dei miei amici, con cui preferisco parlare direttamente di persona.
Pertanto, chiudo per assenza di interlocutore, e chissà che un giorno, magari qualcosa potrebbe cambiare.

Ciao

venerdì 7 gennaio 2011

La Banda dei Babbi Natale

Tra tutti i cinepanettoni che ci propongono ogni Natale, ho scelto quello che ovviamente mi sembrava più adatto alle persone che non hanno subito una lobotomia (vedi trailer "Natale in Sud Africa" e\o "A Natale mi sposo" per capire). Suppongo di non dovervi spiegare chi sono Aldo Giovanni e Giacomo, e di conseguenza non dovervi consigliare di vedere i loro primi tre film che considererei ormai parte integrante della storia del cinema comico italiano.
Purtroppo, però, sono anni che oramai i tre non riescono più a proporre qualcosa di originale, ma soprattutto di realmente comico. Alla fine anche "La leggenda di Al, John e Jack", il loro quarto film, aveva alcuni spunti comici notevoli, ma dopo c'è stato un vuoto impressionante, tanto da dover portare anche spettacoli teatrali al cinema (Anplagghed); tutto fa pensare alla fine di una comicità genuina, che era quella iniziale dei tre, a favore di una comicità troppo costruita, e soprattutto assolutamente malriuscita.
Quello che ho notato è l'assenza di spontaneità che invece caratterizzava le prime battute del trio, rendendoli unici e soprattutto universalmente apprezzabili.
Quest'ultima "fatica" di Paolo Genovese, narra di tre improbabili amici, impegnati in tre altrettanto improbabili vite, che dopo una serie di poco credibili vicissitudini, si trovano nella condizione di essere scambiati per una banda di malfattori.
Il risultato finale è un film che sotto il piano puramente tecnico e artistico, fa veramente pena, senza alcuna riserva; le battute sono tiratissime, e il soggetto è quantomeno trito e ritrito, tanto da risultare in alcuni casi inappropriato.
Detto ciò, per quanto mi riguarda, credo che per una serata natalizia il film vada più che bene; io l'ho visto con una coppia di amici, e quello che ho notato è stata la sensazione di tranquillo buonumore che ci ha accompagnati fuori dal cinema.

GIUDIZIO FINALE
Voto 6/10 Film mal realizzato e poco credibile, ma secondo me ogni film ha un suo fine ed un suo scopo. Quello che secondo me aveva questo, era dare agli spettatori una piacevole serata nell'agglomerato di malinconiche sensazioni di cui sono piene le serate di festività natalizie, e la sufficienza data al film,  è il frutto del fine emotivo perfettamente raggiunto.

lunedì 3 gennaio 2011

La prima cosa bella - Dvd

Ho una sfilza di film da commentare, ma purtroppo a causa del tempo, sono un attimino lontano dal mio blog.
Questo film è il candidato italiano ai prossimi Academy Awards, che però non è ancora entrato nei cinque finalisti, ma incuriosito da ciò, e spinto dall'interesse della mia ragazza, ho deciso di vederlo.
Partiamo dal presupposto che apprezzo lo stile di Virzì sin da Ovosodo, un film che mi colpì particolarmente per la sua semplicissima bellezza.
"La prima cosa bella" è un film che mi ha profondamente colpito, e al giorno d'oggi è molto difficile che un film ci tocchi realmente interiormente; la storia è incentrata sul rapporto tra madre e figlio, con una serie di vicissitudini che a mio avviso sono dei ricami ben tessuti, intorno a quello che è realmente il fulcro su cui fa leva il regista.
Micaela Ramazzotti oltre ad essere di una bellezza abbagliante, si è dimostrata una eccellente attrice, sapendo interpretare un personaggio tutt'altro che semplice; sarebbe, però, ingiusto parlare solo "dell'attrice di copertina", quando in realtà Virzì è riuscito a mettere su, un gruppo di attori bravissimi, credibili ed intonati con quella che è a mio avviso una sinfonia italiana perfettamente riuscita.
La storia mi ha denudato emotivamente, lasciandomi con la mia inappropriata scialuppa interiore in balia delle immense onde fatte delle mie innumerevoli paure e insicurezze, spazzate per anni dalla rassicurante figura di mia madre.
Non è la storia di per sé che colpisce, nonostante sia molto più che interessante, ma la forza del film non la si vede, la si percepisce; mi sembra come una sorta di messaggio subliminale che l'occhio non avverte, ma che in realtà ci mette in subbuglio interiormente.
Ovvio che questa è stata la mia personalissima interpretazione ed esperienza del film, ma vi garantisco che indubbiamente non può lasciarvi indifferenti.
Potrei parlare per ore delle varie sfaccettature che, a mio avviso, fanno di questo film un capolavoro, ma non mi va di togliervi il gusto di scoprire la storia, e vivere incondizionatamente la vostra personalissima esperienza.

GIUDIZIO FINALE
Voto 8/10  E' stata una splendida sofferenza. Vedere la Sandrelli con una parrucca ed un paio di occhiali impersonare una morente madre, e notare una impressionante somiglianza alla mia di madre, nel mio caso, ha  sicuramente ha amplificato l'impatto emotivo. Mi sono sentito così scosso soltanto con Big Fish, anche se in quel caso i singhiozzi sono stati maggiori. In ogni caso, parlando esclusivamente sotto un punto di vista tecnico, voglio sottolineare quanto Virzì stia dando alla nostra nazione una lezione di Cinema, con la "C" volutamente maiuscola. Perchè non ci vogliono milioni di euro o idee particolarmente complesse, per fare film lineari e coerenti, che raggiungono il cuore della gente.

domenica 26 dicembre 2010

A Christmas Carol - Blu Ray

Chi non ha mai sentito parlare di Scrooge? Mi sono imbattuto per la prima volta in questa storia da bambino, con il film d'animazione "Canto di Natale di Topolino", una rivisitazione in chiave Disney del classico di Dickens.
Indimenticabile fu anche S.O.S. Fantasmi, con protagonista Bill Murray, che impersonava uno Scrooge in chiave moderna, alleggerendo notevolmente la storia, con l'aggiunta presentava molteplici spunti comici.
Infine veniamo a questo "Canto di Natale", probabilmente il più impegnativo sotto il piano della realizzazione, ma allo stesso tempo anche il più classico, in quanto mi è sembrato il più fedele fino in fondo alla prima stesura del romanzo, tanto da risultare a tratti pesante.
La qualità delle immagini e la mimica facciale è sorprendente, e l'idea di utilizzare come base per alcuni personaggi attori in carne ed ossa, risulta vincente, anche se non completamente apprezzabile.
Sconsiglio la visione con i bambini, perchè alcune scene risultano inevitabilmente spaventose, in particolar modo il primo fantasma, quello del socio di Scrooge, fa impressione; o meglio, l'ha fatta a me, figuriamoci ad un bambino.

GIUDIZIO FINALE
Voto 7/10 E' un bel classico da mettere nella nostra personale raccolta privata. Anche se i personaggi sono poco "affascinanti" in ogni caso la storia è molto appassionante, anche per chi l'ha già vista.
Da vedere categoricamente per chi non ha mai vissuto l'esperienza dei tre natali spettrali.

giovedì 16 dicembre 2010

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

Nel cinema, attorniato da signorotti dall'orologio importante e il Borsalino da duecento e passa euro posato sulle gambe accavallate, mi sentivo un attimino fuori posto, ma allo stesso tempo nutrivo la sensazione di stare per assistere ad un qualcosa di difficilmente comprensibile per noi uomini comuni dal cappello poco costoso e dall'orologio privo di meccanismo pregiato.
Woody Allen, un regista sinonimo di intellettualità, che con un cast come sempre impressionante, mette in scena una sorta di tragi-commedia, all'insegna dell'amore infelice, e dell'errore umano.
Una sorta di sofisticato "Ultimo bacio", che vuole a tutti i costi rivolgersi ad un pubblico elevato, ma che a mio parere, mette a nudo quanto determinate categorie umane non abbiano la capacità di vivere la vita in maniera completa e soprattutto genuina.
Mi spiego meglio.
Ridere di gusto ad una battuta chiaramente comica, se pur in alcuni casi scadente nel volgare, non vuol dire necessariamente essere meno sofisticato di chi ride ad una ricercatissima e gustosissima freddura, come quelle viste in questo film.
Io e la mia dolce metà (compagna di mille avventure), ci guardavamo attoniti, alle smodate se pur composte risate dei culi bianchi che ci attorniavano, senza comprendere cosa realmente portasse la mente umana a trovare comiche situazioni grottesche e indubbiamente dal bassissimo potere comico.
Trovo che ridere sia qualcosa di cui ognuno di noi abbia una vitale necessità per poter vivere la vita in maniera
sana; una risata, metaforicamente,  è come una scarica di defibrillatore per un moribondo, ci da la forza di vivere sino alla successiva scossa, e così fino alla fine della nostra esistenza, quando ormai le risate sono finite e restano solo le amarezze.
Tutto questo preambolo obiettivamente c'entra poco con il film, lo ammetto, ma mi ha fatto comprendere, solo guardandomi attorno, quanto la gente sia attratta da ciò che crede adatto al proprio stile, senza domandarsi se tutto ciò sia realmente meritevole o di essere oggettivamente apprezzabile.
Odiando i film in cui si esaspera l'aspetto contorto dei sentimenti umani, e si narrino gli amori esclusivamente fatti di urla e tradimenti, non credo di dover fare un'eccezione per questo titolo, mosso da timori reverenziali nei confronti di un regista che non mi rappresenta.
Se il film fosse stato girato in Italia, con attori mediocri e il solito regista preconfezionato, probabilmente questa pagina del mio blog non sarebbe nemmeno stata scritta; allo stesso modo, però, non me la sento di dare un valore più alto di quello che darei ad uno squallidissimo e sicuramente scontato filmetto prestampato a cui il nostro cinema ci ha abituato nell'ultimo decennio.

GIUDIZIO FINALE
Voto 4/10 Con il cast di questo film si poteva dare vita ad un capolavoro.
E' come essere l'allenatore di una squadra di fenomeni e non essere capace nemmeno di portare a casa il Trofeo Birra Moretti. Allen indubbiamente non appartiene alla casta di registi ed autori da cui la mia mente è maggiormente attratta, ma non si può criticare qualcuno di cui non si conosce completamente il modo di lavorare e la varietà di temi trattati. Pertanto, anche con il rischio di sentirmi dare dell'incompetente, scelgo di essere franco, e di dire che questo film, a mio parere, è una cagata pazzesca.
Seguono 92 minuti di applausi.          

Lords of Dogtown - DVD

Dopo averne sentito parlare più e più volte dai miei amici, ho deciso di vedere questo film dal cast importante, che narra l'evoluzione dello skate, sino alla disciplina che poi è divenuta l'essenza del "cool" fino ad oggi.
La storia non è altro che una sequela di eventi che ci portano dal "punto A" al "punto B", tutti romanzati il giusto, senza strafare, in modo da rendere la storia apprezzabile, ma indubbiamente non indimenticabile.
Diciamo che per un amante del genere, ma soprattutto dello skateboarding, è paragonabile all'Alì di Michael Mann per gli amanti del pugilato, bello, ma non universalmente apprezzabile.
Personalmente credo che mi abbia un attimino colto impreparato, proprio a causa della mia ignoranza nei confronti di tale disciplina.
Per un patito, sentire nomi come Alva e Peralta, avrà indubbiamente fatto un effetto differente da quello subito dal sottoscritto.
In ogni caso il film scende liscio come una rotella ben calibrata, e non può che risultare gradevole a qualsiasi palato.

GIUDIZIO FINALE
Voto 6,5/10 C'è chi lo definirebbe un film dal sapore estivo, per citare fonti impegnative, io non ho provato la stessa sensazione, ma è un parere ovviamente estremamente soggettivo. Guardatelo se siete patiti della disciplina, ma anche se siete delle figure mitologiche metà uomini e metà divano, indubbiamente non vi farà male guardarlo.

lunedì 13 dicembre 2010

Codice Magnum - DVD

Ci sono cose che nella vita si possono guardare occhio razionale, e privi di qualsiasi coinvolgimento emotivo, dare un giudizio obiettivo di ciò che abbiamo visto; ci sono volte, invece, in cui il nostro parere è offuscato dai sentimenti, che nel mio caso di cognome fanno Schwarzenegger.
Sono stato figlio unico per sette anni abbondanti, piuttosto solitario, e nella mia crescita la dose di violenza di cui avevo bisogno era sempre fornita abbondantemente dal buon Arnold.
Ricordo ancora con emozione quasi tutte le battute con cui l'ormai vecchio governatore condiva i suoi innumerevoli omicidi, rendendoli "commestibili" anche ad un pubblico minore (si fa per dire).
Non c'era film senza almeno un omicidio, e non esisteva l'omicidio senza la seguente battuta a tema.
Da "...aveva la pressione alta" in Commando, detta davanti alla propria figlioletta terrorizzata, dopo aver infilato un tubo di ferro in una sorta di cattivissimo Freddie Mercury palestrato, per arrivare alla P. di Joey P. Brenner di quest'ultimo titolo, in cui la "P", a suo dire, stava orgogliosamente per "puttaniere".
Custodivo questo titolo come l'ultimo granello di vita che poteva appartenere alla mia infanzia, perchè data la mia passione, era l'ultimo titolo che mi mancava per completare la mia personalissima cultura "governativa".
Spiegarvi il film ha più o meno lo stesso senso di spiegarvi dove abitate, è la solita storia, e si sa che alla fine Schwarzy ammazza tutti, belli e brutti, con o senza senso, perchè quando hai i muscoli e un M-16, tutto il resto non conta.

GIUDIZIO FINALE
Voto N/P Non posso dare un voto, è come dire se vuoi più bene a mamma o a papà, non esiste una risposta che non scontenti qualcuno dei due, se non dire l'inflazionatissima "a tutti e due". La mia razionalità odierna viene totalmente schiacciata dalle mie sconfinate emozioni per il mio personalissimo McBain (vedi Simpson).
Gli anno passano, il mio viso inizia a diventare adulto, ma io sarò sempre il Danny Madigan di Last Action Hero, alla ricerca del biglietto magico di Houdini, che permette di entrare nei film di Jack Slater.

domenica 12 dicembre 2010

Le ali della libertà - Blu Ray Re-VISIONI

Alzi la mano chi non ha visto questo film, e subito dopo esca immediatamente dal mio blog, tornando esclusivamente con la giustificazione dei genitori dopo aver visto in qualunque formato il titolo in questione.
The Shawshank Redemption, incomprensibilmente presentato al pubblico italiano con il titolo alato, è un film del 1994 con Tim Robbins e Morgan Freeman, in cui si narrano le vicende del classico carcere corrotto a cui siamo ormai stati ampiamente abituati dal cinema.
La differenza che sta tra questo capolavoro, e tutti gli altri film di questo genere, è la poesia e la delicatezza con cui Darabont descrive una serie di situazioni drammatiche, facendole sembrare addirittura semplici da digerire; è un po' come prendere la vita a cuor leggero, nonostante intorno ci crolla tutto addosso.
La frase chiave del film, non è la solita frase fatta e impacchettata per il pubblico, piuttosto mi sembra un consiglio universalmente accettabile, di cui ognuno di noi dovrebbe fare tesoro: "la paura ti rende prigioniero, la speranza PUO' renderti libero". Non è una soluzione, ma è un bel consiglio su come impostare il proprio essere e cercare di vivere il proprio passaggio terreno nel miglior modo possibile.
Insomma, non è solo un film, è un inequivocabile messaggio di spème a cui la storia ci avvicina e ci abitua adagio adagio, senza volerci spaccare in due la parte sensibile del nostro animo.
Non so se ve ne siete accorti, ma non ho assolutamente menzionato aspetti tecnici o artistici del film, bensì ho volutamente sottolineato esclusivamente gli aspetti emotivi che rendono indubbiamente questo film un'esperienza unica.

GIUDIZIO FINALE
Voto 9/10 Ormai ho capito che non si potrà mai stilare una classifica universale dei film più belli della storia, perchè non solo ogni film ha un suo genere (e quindi già di suo il concetto di classifica di film è un controsenso), ma io credo che lo stesso film susciti emozioni diametralmente opposte in persone differenti, per cui è possiamo parlare di classifiche puramente soggettive, ma di certo non possiamo aggregare in un pentolone tutto il cinema mondiale ed assegnare una posizione ad ognuno di essi. Questo preambolo mi serve da introduzione per farvi notare che nella classifica di IMdB questo film è al primo posto; probabilmente non è al mio personalissimo primo posto, ma ciò è un'ulteriore conferma della mia tesi per cui è un film da guardare e riguardare all'infinito.

giovedì 9 dicembre 2010

Dragon Trainer - Blu Ray

Chiamatemi immaturo, chiamatemi eterno ragazzino, chiamatemi pure tontolone, ma a me piacciono i film di animazione. Sia chiaro, non prendo per buono qualunque cosa mi venga propinata, anzi! Sono molto selettivo e critico a riguardo, ma quando mi trovo davanti ad una storia piacevole, e una trama apprezzabile anche dai bambini di trent'anni, mi faccio trascinare ben volentieri.
Il bello dell'animazione è che non ci sono limiti all'immaginazione dei creatori; si può raccontare qualunque storia, per quanto assurda possa sembrare, ma i limiti davvero non esistono.
Mi ricordo come se fosse ieri, quando nell'ormai lontano 1995 andai da solo al cinema, a vedere il capostipite del genere, ovvero Toy Story; mi ricordo ancora la sensazione che provai a vedere qualcosa che anche solo dieci anni prima sarebbe stata pura fantascienza. I miei neuroni da nerd tredicenne erano in tilt nel vedere un film totalmente realizzato al computer, in un epoca in cui per me l'Amiga rappresentava il top.
Vedere un lungometraggio del genere, oggi mi da ancora quella sensazione che provavo da ragazzino quando mio padre mi portava al luna park.
Il film è ambientato nella ancestrale società vichinga, in cui gli scontri con i draghi erano all'ordine del giorno, ed il protagonista, una ragazzino alternativo, scopre il lato "sociale" della specie leggendaria vista fino ad allora come qualcosa da combattere senza riserve.
Tanti sono gli spunti comici, e la trama è originale ed universalmente apprezzabile, cioè va indubbiamente bene per vostro figlio\a ma allo stesso modo anche per voi.

GIUDIZIO FINALE
Voto 7,5/10 Una trama piacevole, una storia coinvolgente e non necessariamente scontata, una qualità grafica ed un conseguente impatto visivo impressionante, insomma se anche voi siete dei minchioni cronici come me, non potete farvi sfuggire questo titolo

A Nightmare on Elm Street - Blu Ray

C'era una volta un personaggio che, con il  suo maglioncino a righe e il suo "guanto artigliato", imperversava negli incubi di noi ragazzini degli anni ottanta. 
"Uno due e tre, Freddy arriva e cerca te!"...ancora oggi mi mette i brividi, e le bambine bianchicce che saltellavano la corda, non credo che mi usciranno mai dalla testa (un po' come le gemelline di Shining).
Quest'anno  hanno deciso di proporre un re-boot della saga, cominciando ovviamente dal primo capitolo. Beh, non voglio dilungarmi troppo su ciò che funziona e ciò che non funziona del film, ma vi voglio solo dire che è inevitabile tifare per il cattivo della situazione; le "vittime" sono teenagers che fanno sembrare Freddy un giustiziere buono, piuttosto che un mostro, e semplicemente perchè sono così odiosi da meritare di morire.
Inoltre l'attore che impersona il beneamato Krueger, Jackie Earle Haley, per quanto sia notevolmente apprezzabile, risulta inadatto alla parte in questione, anche solo per gli incompatibili tratti somatici.
Insomma, Robert Englund, se fosse morto, si starebbe a rigirare nella tomba.

GIUDIZIO FINALE
Voto 3/10 Una zzozzeria, per dirla alla maniera di Tomas Milian. Il film non decolla mai, e si aggrappa ad una debolissima trama che non sta in piedi in nessun modo possibile. Il mio voto è stato così "generoso" esclusivamente per gli effetti grafici e per il lavoro dei tecnici, che con l'aspetto artistico c'entrano ben poco.
Badate bene, non sono uno che sdegna i film di questo genere, ma purtroppo è praticamente impossibile trovarne uno ben realizzato al giorno d'oggi.

lunedì 29 novembre 2010

Basilicata Coast to Coast - DVD

Dopo miriadi di elogi, e centinaia di pareri positivi (sia chiaro che sto esagerando....) finalmente ho visto questa "commedia impegnata" del grande Rocco Papaleo.
Il film parla di un gruppo musicale, composto dai quattro protagonisti, che intraprende un viaggio a piedi da un capo all'altro della Basilicata, con lo scopo di prendere parte ad una rassegna musicale.
Il film non è farcito di una vena comica, piuttosto resta sempre sul tema della vita e del suo senso compiuto che spesso viene meno.
Notevole la prestazione di Gassman che impersona uno squallido attore a caccia di successo, e che alza un attimino il livello del film, tenuto a discreti standard da Papaleo, ma che viene notevolmente incrinato dal mediocre Paolo Briguglia e dalla Mezzogiorno, che nonostante sia ormai un'attrice affermata a detta della critica, per me resta sempre una capace solo di urlare e dimenarsi, perchè a mio parere recitare è un'altra cosa.
Il film mi sembra una lettera d'amore nei confronti della propria terra, che Papaleo ha sempre decisamente espresso in più occasioni, con una colonna sonora gradevole ed appropriata, che fa da filo conduttore di tutto il film.
Insomma, per quanto mi riguarda, credo che ci sia stato "tanto rumore per nulla" nel senso che è un film gradevole, ma sicuramente è stato eccessivamente elogiato.

GIUDIZIO FINALE
Voto 5,5/10 E' un film un po' incolore, in cui tutta la storia stenta a decollare, e che tiene lo spettatore in una sorta di comparto separato, evitando di coinvolgerlo nei sentimenti della storia. Indubbiamente non fa ridere, ed è un po' forzato in alcuni momenti.

giovedì 25 novembre 2010

Stanno tutti bene

Da "fan numero uno" di De Niro non potevo perdermi l'ultima sua interpretazione nel remake di Kirk Jones, regista autore di soli tre film (incluso questo), e che come esordio ha donato al mondo "Svegliati Ned", una commedia che indubbiamente consiglio a tutti di guardare.
Everybody's fine, come già detto, è il rifacimento (per non ripetere remake) di un film del 1990 di Peppino Tornatore, interpretato da Mastroianni, che sinceramente non ho avuto il piacere di vedere, ma che presto cercherò di rendere parte del mio bagaglio cinematografico.
Il film racconta di un uomo rimasto vedovo da pochi mesi, che vive nella speranza di poter vedere i suoi quattro figli seduti alla sua tavola, e dopo aver preparato in ogni dettaglio un sontuoso Barbecue, riceve da ognuno di loro una telefonata in cui comunicano la loro assenza.
La mia paura più grande era quella di vedere una storia priva di spunti positivi, immaginandomelo pregno di tristezza e malinconia, e sinceramente non mi sentivo compatibile con tali emozioni, in questo momento.
Invece il film viaggia delicatamente sui sentimenti umani, evidenziandone le insicurezze e le necessità che ognuno di noi possiede nel proprio animo.
Nel modo di approcciare il rapporto con i figli, il protagonista si rende conto di quanto, tante volte, sia sbagliato pretendere troppo da loro, e comprende un concetto che spero divenga di ogni padre e di ogni madre degni di tale nome; in ogni caso, lascio al vostro giudizio e alla vostra comprensione, l'estrazione del succo emotivo del film, e la decisione di fare vostre o meno tali teorie.
E' un film che mi ha decisamente colpito, e che non serve rivedere, perchè già alla prima visione scrive indelebilmente nell'animo di ogni spettatore parole che probabilmente faremo fatica a dimenticare.

GIUDIZIO FINALE
Voto 7,5/10 Tiratevi dietro i vostri genitori e costringeteli a condividere questa esperienza con voi. Servirà a capire che ciò che spesso date per scontato è prezioso, ed è fondamentale capirlo per tempo, visto che abbiamo una vita sola da spendere.
Ragionate e soffermatevi su di voi, utilizzando il film prevalentemente come spunto per riflettere sulla vostra identità, e su chi e su cosa realmente merita di essere il centro della vostra esistenza.

mercoledì 24 novembre 2010

Saw 3D - Il capitolo finale

Partiamo dal presupposto che io possiedo, da quasi un anno ormai, la tessera "Grande Cinema 3" con cui vedo un film a settimana.
Venerdì scorso, complice l'uscita di "El Riporter", ed altre paccottiglie natalizie, purtroppo sono stato costretto a subirmi questo abominio, a causa degli orari assurdi per gli altri titoli interessanti.
Volevo vedere questo film soltanto perchè fino ad ora non ho mai realmente apprezzato gli effetti in 3D, ma devo   inevitabilmente confermare che tale tecnologia è attualmente scadente e poco migliorabile con i problemi burocratici legati alle norme igienico-sanitarie per ora vigenti.
Credo che a parte un pezzetto di intestino e due\tre goccioline di sangue nella sigla iniziale, per il resto del film si poteva tranquillamente fare a meno degli occhialini, proprio perchè il 3D era veramente inesistente.
Detto ciò, devo premettere che avevo visto soltanto i primi due capitoli della saga, e non mi avevano nemmeno convinto particolarmente, ma credendo di vedere un film con una trama autonoma, mi sono invece trovato ad affrontare una sorta di prosecuzione ed epilogo dei capitoli precedenti.
Vedendo razionalmente il tutto, stiamo parlando di qualcosa di oggettivamente scadente, con effetti degni di un B-movie di bassissimo livello, condito da una recitazione paragonabile ad una soap opera, ed una storia che fa acqua da qualunque parte.
Questo tizio ha strumentazioni ed aggeggi che richiederebbero un intera industria siderurgica dedicata ad ogni malatissimo trabocchetto. Sensori di movimento, sensori vocali, forni e fucine pronti all'uso, ma dai, onestamente, come si può credere che possa essere minimamente realistico? Dove li trova i soldi, ma soprattutto come fa  a costruire delle cose incredibilmente complesse?
Complessivamente, sommando recitazione trama ed effetti, senza mezzi termini e senza offendere nessuno, definirei il risultato una chiavica colossale.

GIUDIZIO FINALE
Voto 1/10 E' qualcosa di così scadente, che a parole è troppo difficile da spiegare. Dopo soli quindici minuti di film, ho iniziato un'opera di convincimento nei confronti della mia ragazza per andare via, ma lei per punirmi e per principio, mi ha costretto a vederlo per intero. Voi che potete scegliere, scegliete di vivere, ed evitatelo come evitereste la cacca di un cane sul marciapiede.

Unstoppable - Fuori Controllo

Come mi piace sempre dire in questi casi, "Quando non si hanno aspettative, non si può rimanere delusi", ed è con questo spirito che mi sono approcciato ad Unstoppable, film del sempreverde Tony Scott, con il grande Denzel, e l'astro nascente Chris Pine, già notato in Smokin' Aces e in Star Trek di J.J. Abrams.
Il film è tratto da una storia vera, e narra la singolare vicenda di un treno che per una serie di assurde coincidenze, resta senza conducente, e viaggia a tutta velocità verso una preannunciata catastrofe.
Il ritmo è piacevole, senza eccessi di nessun tipo, ma allo stesso tempo senza nemmeno una vera e propria trama degna di meritare un lungometraggio.
Sinceramente la storia sarebbe stata adatta più ad un cortometraggio invece che ad un film di tale entità.
E' come se Scott stia piano piano passando dalla sponda di vari Bruckheimer, e ponga la base dei suoi film sull'adrenalina e sugli effetti visivi, piuttosto che sulla trama e sulla corretta composizione della storia.

GIUDIZIO FINALE
Voto 5,5/10 L'ho visto giovedì sera, e già faccio fatica a ricordare la serie di eventi che riempiono lo spazio tra l'inizio e la fine del film. Vederlo o non vederlo non farà una grossa differenza nella vostra esistenza. Se ve lo passano, guardatelo, ma di sicuro non spendeteci dei soldi.

giovedì 18 novembre 2010

Il caso Thomas Crawford - DVD

Inspiegabilmente distribuito con questo titolo, mentre in realtà sarebbe letteralmente "Frattura", ma che sarebbe tranquillamente potuto rimanere Fracture; questo film è un Thriller giuridico non incredibilmente originale, ma sicuramente non scontato e piacevole.
La storia narra del classico delitto passionale, in cui un ottimo Hopkins si destreggia in maniera saggia e competente, in uno scontro dall'imprevedibile esito con il rampante Ryan Gosling.
Il ritmo non è eccessivamente incalzante, ma è piacevole per tutta la durata del film, con un unico reale colpo di scena, poco prevedibile e abbastanza semplice ed efficace.
Non stiamo parlando di un capolavoro, sia chiaro, ma è il tipico film che lasciamo su uno scaffale a prendere polvere senza mai guardarlo perchè "non ci ispira", quando in realtà merita più attenzione di tante porcherie che invece guardiamo più a cuor leggero.

GIUDIZIO FINALE
Voto 6,5/10 Un buon thriller di Gregory Hoblit, già regista di ottimi film come "Schegge di Paura" e "Sotto corte marziale". Tenete questo titolo  in considerazione perchè può farvi trascorrere un'ottima serata, magari in compagnia della vostra metà, senza lasciarvi alcuna delusione, poichè probabilmente non avete alcuna aspettativa.

La Vita è bella - Re-VISIONI

Quando ho deciso di parlarvi dei film già visti, ma soprattutto dei film oggettivamente belli, non ho fatto i conti con un concetto difficile da evitare: l'ovvio.
Perchè non ci vuole uno come me, o un critico, o un esperto di cinema per sottolineare quanto questo sia da considerare alla pari di un quadro di Leonardo.
Come spieghereste a qualcuno quanto è bella la Gioconda?O meglio, sarebbe necessario stare a sottolineare quanto mozzafiato sia la visione del Colosseo?
Sono concetti scontati, "che ve lo dico a fare", è inutile dire che la terra è rotonda e che La vita è bella è un'esperienza cinematografica unica.
La domanda che mi pongo è una soltanto: come può venire in mente ad un essere pensante di fare un film con una spiccata vena comica, sullo sterminio degli ebrei?
Per carità, lungi da me classificare in altro modo un film indubbiamente drammatico, ma è inevitabile pensare che sia solo la genialità, a poter dare vita ad un'idea simile.
E' la conferma che come nascono pochi Einstein, così pochi sono i Benigni che abbiamo la fortuna di vedere all'opera durante il nostro breve breve sguardo sulla storia dell'umanità.
Lo sketch del traduttore poi, è  un paradosso incredibile se pensiamo che ci viene da ridere quando in realtà ci stanno raccontando di come tanta gente è stata sterminata, probabilmente nemmeno Totò sarebbe arrivato a tanto.
Spiccano in questo film altri due Oscar, oltre ovviamente a quello come migliore film straniero, quello per l'interpretazione come miglior attore protagonista e quello come miglior colonna sonora drammatica, cosa che soltanto i sordi e i ciechi non possono vivere ed esserne estasiati.

GIUDIZIO FINALE
Voto 9,5/10 IMDb pone questo titolo al 74mo posto, collocato tra The Prestige e Toro Scatenato; sinceramente mi sento di dire che come tutte le classifiche, a questo punto anche questa è poco attendibile. Nella mia personale Top Ten, questo titolo è incluso senza alcun dubbio, ma soprattutto ponetevi due domande: quanti film sull'olocausto rivedreste volentieri? E la Vita è bella, avreste voglia di rivederlo?

Daybreakers, l'utlimo vampiro - Blu Ray

L'anno scorso, per chi come me è un cliente abituale dei multisala The Space (ex Medusa), il mio cinema era tappezzato con loghi e manifesti di questo film.
Nel cast oltre all'insipido Ethan Hawke, c'è il grande Willem Dafoe, attore ormai relegato a film di serie minore.
Da quando è sorta la mania dei vampiri, complice la pessima saga di Tu-hai-l'aids (Twilight), mi sono un attimino discostato dal genere, perchè sono cresciuto con la sacra figura del vampiro cazzuto, e non con il ciuffo emo e la voce effeminata (senza voler muovere alcuna offesa nei confronti di chi ha la vocina gay).
Purtroppo le generazioni attuali ci hanno intaccato anche l'immagine con cui siamo cresciuti del vampiro Lestat De Lioncourt (Intervista con il vampiro) o senza troppi giri di parole il Dracul Vlad (Dracula di Bram Stoker), e perchè no, del vampiro black tutto testosterone visto in Blade.
Tutti i tentativi intermedi di riprendere il tema sono stati spesso resi veramente male, e questo titolo non fa alcuna eccezione.
Hanno ripreso l'idea della discreta serie True Blood (HBO), in cui i vampiri sono alla luce del giorno, più o meno integrati nella società, e hanno farcito questo improbabile film con una produzione da non so quanti milioni di euro, per esprimere concetti triti e ritriti che interessano solo gli splatterofili e i lobotomizzati.
Scontato, prevedibile, noioso, stupido, ridicolo, insomma na' chiavica.

GIUDIZIO FINALE
Voto 3/10 Se fino ad oggi non lo avete mai sentito nominare, non fatevi incuriosire. Se invece lo siete, munitevi di flash, andate in bagno davanti allo specchio, e sparaflesciatevi alla Men in Black, in modo da eliminare ogni ricordo al riguardo.

Non ignorante, ma svogliato.

No, non è un film, ma voglio sottolineare il mio essere. 
Sto scrivendo queste pseudo-recensioni, ed ho notato che c'è parecchia gente che trova interessante la mia passione (sono tutti amici, nessun esterno che si sia ancora fatto vivo).
Volevo spiegarvi che quando trovate periodi tronchi, o ripetizioni ed errori grammaticali imperdonabili, è semplicemente perchè mi annoio a rileggere quello che scrivo di impulso.
Adesso ho riletto e corretto le ultime quattro recensioni, ma se doveste trovare errori assurdi, non pensate che sia sgrammaticato, ma che semplicemente non abbia sempre la voglia di rileggere (certe abitudini non cambiano mai).

Grazie a tutti e mandatemi i vostri pareri e commenti, anche negativi, nella vita non c'è niente di più bello che confrontarsi.

Cià uagnù

Gli amici del bar Margherita - DVD

Devo la "scoperta" di Pupi Avati al mio amico Ciro, che un paio di anni fa mi prestò Regalo di Natale, un film che mi colpì particolarmente.
Avati non fa commedie, ma semplicemente apre degli spiragli sulla vita reale, e quel poco che conosco della sua filmografia mi basta per comprendere quanto sia un'oasi nel deserto creativo italiano attuale.
Non si circonda di grandi attori, ma rende attore anche chi non lo era mai stato, ed è lunghissima la sfilza di gente che adesso di mestiere recita grazie alla fiducia ricevuta da lui.
Proprio con Regalo di Natale, Avati affidò per la prima volta un ruolo drammatico ad Abatantuono che veniva fresco fresco dal "Ras del quartiere", e sappiamo tutti quanto negli anni si sia poi rivelato un ottimo attore.
Questo titolo è colmo di attori affermati e non, ma in ogni caso è ricchissimo di volti noti, magistralmente intrecciati l'uno con l'altro in maniera così perfetta, da far sembrare Laura Chiatti una brava attrice (scherzo, resta una cagna!).
La storia si svolge nell'omonimo bar del centro di Bologna, durante gli anni sessanta, ed è incentrata sui vari personaggi che popolano così frequentemente lo stesso ritrovo, tanto da diventare amici.
La voce narrante è quella del giovane Taddeo, che cerca in ogni modo di entrare a far parte di quella cerchia ristretta, e condivide le sue prime esperienze di vita proprio all'interno di quel bar.
Credo sia notevolmente accentuato quanto l'opera sia autobiografica, e voglia riportare con gli occhi di un diciottenne questa sorta di "Amarcord" così assurdo da risultare totalmente credibile.

GIUDIZIO FINALE
Voto 7/10 E' un film dolceamaro, come mi piace definire questi titoli che impostano la storia come una commedia, trattando però anche temi drammatici della vita di ogni giorno. Conferma la mia impressione che Pupi Avati cerchi sempre di portare un po' di realtà nella nostra vita, generando personaggi veri dal sapore nostalgico.

mercoledì 17 novembre 2010

Zombieland - Blu Ray

Per oggi chiudo con questa recensione, anche se ne dovrei scrivere altre tre ancora, ma sinceramente ne ho scritte quattro di seguito, e l'hobby inizia a divenire impegnativo.
Ieri sera ho visto questo film consigliatomi da un amico con la fissa dell'horror, che apostrofando il film come "bello da Dio" mi ha convinto a procurarmene una copia.
La storia inizia con il protagonista, Jesse Eisenberg (Adventureland. The Social Network), che senza troppi preamboli e giri di parole inizia a spiegare la situazione del mondo quasi completamente in mano agli zombie. Contemporaneamente stila una sorta di prontuario su come rimanere in vita rispettando categoricamente delle regole abbastanza semplici. Nonostante preferisca essere un solitario si imbatte in altri tre bizzarri protagonisti con cui inizia a condividere la macabra esperienza.
Il film nonostante la classica vena splatter, a mio giudizio si colloca nel genere della commedia, perchè il regista, ma soprattutto lo sceneggiatore, fanno in modo che fino alla fine del film gli zombie non facciano paura, ma siano esclusivamente uno spunto, un pretesto, per articolare una storia leggera ma interessante allo stesso tempo. Inoltre un ampio plauso agli effetti visivi e al trucco, molto credibile e ben strutturato in tutto il film.

GIUDIZIO FINALE
Voto 6,5/10 Nel suo genere rappresenta una piacevole sorpresa; potrei definirlo uno splatter-teen movie-commediato. Già il fatto che non esista una categoria ben definita per collocare il titolo significa che è indubbiamente originale. Insomma se non l'avete visto, vedetelo, e vi strapperà qualche sorriso.